“L’unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi.”

Qualche sera fa sono uscita con la mia cara Gynepraio per un piacevolissimo aperitivo con annesso incontro al vertice sul tema mr. Wrong, ‘che la nostra desiderava saperne di più e, sotto sotto ma nemmeno troppo, intavolare un serrato dibattito sul tema: fino a quanto sei disposta ad abbassare l’asticella dei requisiti minimi  pur di avere l’uomo che ti piace?
Sorvolerò sul fatto che a causa di questa donna io adesso desidero ardentemente un genosociogramma e un certificato gemmologico (il brillocco l’ho sempre voluto, ma ignoravo l’importanza dell’annesso “pezzo di carta”!), addentrandomi nella vexata quaestio di cui sopra.

La prima cosa da fare è sgomberare il campo da ipotesi e illazioni, proprio come ho fatto con Gyne, e chiarire subito che mr. Wrong è sbagliatissimo per un unico, semplice e, ai miei occhi, gravissimo motivo: è sposato e si è anche riprodotto (una volta sola, per fortuna).
Ora, da quanto si dice in giro, questo matrimonio sarebbe finito da eoni, ma le parti in causa non si sarebbero ancora separate per via della creatura. Altra cosa risaputa e riconosciuta è la sua specchiatissima ed immacolata reputazione: non si è mai parlato di tresche, intrallazzi, inciuci strani, e considerato che lo conosco da ormai cinque anni e che il nostro giro comune è relativamente piccolo, ritengo questo suo ritratto pubblico decisamente affidabile, nel senso di corrispondente alla realtà.
Bene, cioè… male, dato che in ogni caso lui sposato lo è , come ben so e come mi è stato puntualmente fatto notare. Certo, non c’è nulla di male ad andare a bere una birra con un amico con cui si è sempre chiacchierato assiduamente dei temi più disparati, ma è inutile menare il can per l’aia: il sospetto che il suo invito non fosse del tutto innocente è sostenuto da una tale mole di indizi da formare ben più di una prova, e io probabilmente me la sto anche un po’ raccontando, perché l’idea di non andarci mi provoca reazioni psicosomatiche quali prurito, attacchi di tosse e secchezza delle fauci (la controindicazione preferita da tutti gli scrittori di bugiardini d’Italia).
Il suo matrimonio dovrebbe essere un ostacolo invalicabile non solo per ovvi scrupoli etico-morali, che peraltro ho, ma anche perché è una caratteristica “negativa” nell’ottica della scelta di un potenziale partner, al pari del fatto che l’ipotetico soggetto ascolti Gigi D’Alessio, indossi le Hogan e voti forza Italia – tutte cose che ovviamente mr. Wrong non fa, in quanto uomo teoricamente perfetto per me.

Quel che mi ha chiesto Gynepraio è: perché una parte di te è disposta a soprassedere sul fatto che un uomo impegnato che “si guarda in giro” non è il tipo di partner che vorresti, mentre sei intransigente su tutta una serie di altre cose?
Avrei potuto ribattere che è perché mi sono arresa all’idea che un amore-come-lo-vorrei-io non possa esistere (come già specificato qui) e quindi vivo le passioni che mi si presentano senza desiderare di costruire nulla di più, ma non sarebbe una risposta onesta, perché mr. Wrong non è Teddy e di lui potrei anche innamorarmi, con conseguenze facilmente immaginabili.
Il fatto è che lui è, per me, talmente perfetto da rappresentare un’occasione troppo ghiotta per poter essere tralasciata a priori. L’istinto di protezione che dovrebbe evitare a ciascuno di noi di infilarsi in situazioni potenzialmente rischiose scompare davanti all’insopportabile  idea del rimpianto.
Insomma, posso tollerare con più facilità l’idea di star male “per amore” (che è una delle cose che maggiormente aborro, sia chiaro) , nonché per il rimorso, che non quella di rimpiangere il non sapere come sarebbe andata a finire qualora decidessi di non accettare l’invito.
Il fatto che io non lo ritenga il tipico farfallone e l’insieme di tutte le caratteristiche positive che ho avuto modo di trovare in lui fino ad oggi, unito alla mia profonda allergia per il rimpianto, fanno sì che io possa valutare l’idea di uscire con questo uomo sposato.
Alla fine, come spesso accade, è il rapporto tra considerazioni positive e considerazioni negative a determinare il nostro agire, e non un mero misuratore di caratteristiche considerate singolarmente.

Probabilmente andrò a bere qualcosa con lui, ma questo non vuol dire che accetterò un’eventuale avance, nonostante io sia nata lo stesso giorno di Oscar Wilde ed abbia sempre pensato che questo dovesse pur significare qualcosa!

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44 commenti su ““L’unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi.”

  1. Sei sempre SICURA che il whisky non ti piaccia? Perché io vedo all’orizzonte roba che, nella mia esperienza, richiede LITRI di whisky, e pure di quello buono.
    Non so se i Cosmopolitan funzionano uguale. Cianno sempre quel tocco di progesterone che alimenta il bruciore…

  2. Tecnicamente…andrai solo a berti una birra con uno amico, tecnicamente…non c’è niente di male, tecnicamente….puoi sempre dargli il due di picche…
    Ma il mio sesto senso mi dice che…ti dimenticherai il mazzo di carte da gioco a casa…tecnicamente.

  3. E quindi una sola domanda resta inespressa nell’aria densa e pregna di chissà quali sviluppi che aleggia su questa storia….ma questo Mister Wrong….è Wrong perché non è Right o perché c’ha gli occhi a mandorla??? (Scusa eh, certo presentarsi così come primo commento sul tuo blog….del resto cosa ti aspetti da uno che ha un boccale di Guinness da un litro nella foto del gravatar?????) 🙂

    • È wrong perché non è right purtroppo, e chi potrebbe considerare right un uomo sposato?! Non si fa!
      Stima assoluta per chi ha foto con alcolico nella foto del gravatar, a prescindere!!!

  4. Io mi sono innamorata di un wrong e io stessa ero wrong, sì insomma, entrambi col sacro vincolo in crisi preesistente.
    Non si fa? No, non si fa. Ma nessuno decide scientemente di innamorarsi. Semplicemente, succede. E quando succede tra wrong ci si assume le proprie responsabilità e si prendono decisioni ben sapendo che indietro non si torna.

  5. Commento razionale: è normale che con l’avanzare dell’età (ahinoi) diminuiscano proporzionalmente gli uomini liberi interessanti (liberi da legami in corso, ma anche da strascichi di legami precedenti) e che quelli ancora liberi in genere offrano parecchie controindicazioni per un legame che non sia di pura evasione.
    E anche vero che, spesso proprio con il passare del tempo, magari in una coppia si “negozi” il grado di libertà (ad esempio conosco persone sposate che hanno concordato di concedersi scappatelle reciproche), quindi non è detto che l’avventura con l’uomo impegnato debba comportare necessariamente degli scrupoli di coscienza.
    Nel tuo caso poi stiamo parlando di una birra, suvvia, mi sembra l’occasione giusta per cancellare fantasie e timori e per “tastare il terreno”. Poi al massimo ne riparliamo.
    Commento irrazionale: Il problema vero che poni dell’essere amanti, se ho capito bene, è quello del desiderio di essere qualcosa di più del terzo incomodo. O, peggio, di innamorarti e di non capire più nulla.
    In questo caso…uomo sposato=pericolo sicuro.
    Per me l’uomo impegnato ha lo stesso effetto di quello che ascolta D’Alessio o vota FI…
    Ciò non toglie che molte disavventure le abbia avute con gli uomini liberi (che spesso sono e restano tali nelle loro belle teste).

    • Si, hai capito perfettamente il motivo per cui lui rappresenta un grosso pericolo per me, anche se è solo una birra, per ora. Tasterò il terreno e poi vedrò che fare…
      Però però… Di solito anche per me è così: uomo sposato=zero interesse, ma questa volta, dannazione, questa volta… Insomma, confusione e panico: lo scopriremo solo vivendo!
      Agli uomini liberi con belle teste incasinate che ti rovinano la vita con i loro deliri sto per dedicare un apposito post: peggio che andar di notte!

  6. “Poso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni” (sempre Wilde, e spero di non ripetere, non avendo letto altri commenti).
    Non badare al mio nick, non c’entra con la fedeltà coniugale, o quanto meno non c’entra con la mia.
    Ogni situazione è a se stante, e solo tu puoi valutare quella in cui ti stai cacciando (già valutare l’idea vuol dire averla accettata); tendenzialmente sarei poco propenso all’inizio di una relazione con persona coniugata (a meno che non sia una pura relazione sessuale) che non abbia già provveduto a separarsi. Non tanto per questioni morali, che reputo ininfluenti ed irrilevanti, ma per l’elevato rischio di passare velocemente dal ruolo di amante a quello di partner e poi di ex in favore di nuova amante.
    Se però sei abbastanza certa che la persona in questione non faccia parte di questa categoria, non ci vedo nulla di male. Per quanto si possa essere certi di un uomo 😉

    • Ecco… Quanto si può essere certi di un uomo?
      Alla fine ogni storia è sempre un rischio, però proprio ignorare i cartelli di pericolo può non essere troppo intelligente… Il guaio è che non si può smettere di ballare finché si è in ballo, io temo…
      E per il resto… Oddio, non lo so!!!

      • Di un uomo o di una donna. Io mi stavo cacciando in un grosso guaio, con una donna che aveva già “fatto fuori” due mariti ed un convivente ….il cartello pericolo in quel caso era pure luminoso.
        Il fatto è che voi donne (più degli uomini) avete la tendenza ad infilarvi in storie che in qualche modo rappresentano una sfida, e più l’uomo pare un “frutto proibito” più vi intestardite nel volerlo. Bisognerebbe sempre capire se l’interesse sia più verso l’individuo o verso la situazione che rappresenta 😉

      • Capisco quel che intendi ed in effetti anche io l’ho visto succedere parecchie volte, ma non è questo il caso.
        Il fatto che lui sia sposato non è una sfida per me, ma un enorme ostacolo che vorrei tanto non ci fosse.
        L’invito è partito da lui, io mai avrei osato – proprio per questo motivo – e in quattro anni di conoscenza mai l’ho fatto…

      • Ahahahahahah! Ma infatti l’invito è volutamente “sul confine” secondo me… La birra da fine e non impegna, e si può sempre raccontarsi che è un’uscita tra amici come tante.
        E poi magari lo è, alla fine chi lo sa?

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