“Coloro che leggono molti libri vivono in un sogno, e il veleno sottile che penetra nei loro cervelli li rende insensibili al mondo reale.”

Una passione smodata per la lettura è una delle peggiori sventure che possano capitarvi in dote fin da bambini: è giusto che la gente lo sappia e la smetta di incoraggiare i propri figli ad aprire la propria mente e a stimolare fantasia e capacità cognitive leggendo.
Certo, poi ci sono i casi davvero disgraziati, ci sono quelli come me, che con questa “malattia” ci sono proprio nati e non sanno farne a meno, tanto che quando soffro o sono preoccupata per qualcosa non divento inappetente (nei casi più gravi, anche: una combinazione letale!), ma smetto di leggere. Non ci riesco, mi si chiude l’emisfero sinistro – probabilmente perché il destro dà di matto.
I miei genitori erano così felici di questa mia inclinazione, che l’hanno coltivata e nutrita, ricoprendomi di libri, fiabe sonore, giornalini, fumetti, romanzi fin dalla più tenera età, aggiungendovi poi i film perché anche quelli, vogliamo mica dimenticarceli? Erano così fieri di avere una figlia che non faceva i capricci per ottenere giocattoli e merendine, ma che a otto anni ha rivoltato tutta la Standa finchè non le hanno comperato la versione integrale di “Piccole donne”… – Maledetti, pagheranno anche questa!

Suppongo che ancora non vi siate accorti del pericolo che cela il crescere leggendo, ma non temete, vado subito a disvelare l’arcano.
Troppi libri, troppi film, troppa musica, in generale troppe storie, hanno distorto irrimediabilmente la mia capacità critica e minato per sempre la capacità di tenere i famosi “piedi per terra”, con conseguenze tragiche per la mia psiche.
Il fatto è questo: una mente così iperstimolata diventerà inevitabilmente una mente fantasiosa, e tu inizierai a fantasticare su ogni cosa, creando mondi meravigliosi, certo, ma dando anche forma al nemico numero uno dell’uomo e della donna moderni: LE ASPETTATIVE.
Avere delle aspettative, negli anni ’10 (e fin dagli anni doppio zero, aggiungo) è deleterio, perché sono così raramente realizzabili, e costano un tale sforzo personale, che è meglio averne poche alle volta, piccole e ben distribuite, per non rischiare di incappare nella frustrazione e nella rabbia che le aspettative deluse sempre portano con sé, e non essere costretti a spendere una fortuna in termini di tempo e danaro, per una terapia psicologica finalizzata ad imparare a gestire i fallimenti personali e il crollo dei sogni.

Il dramma è che tenere a bada una mente così ricca di storie aneddoti e spunti è un’impresa titanica, e molto spesso impossibile.
Ma chi, almeno una volta nella vita, non ha sperato nel colpo di scena sensazionale, quello che ribalta completamente la situazione, rovesciando le sorti del protagonista con qualcosa di totalmente inaspettato, se non insperato?
Chi non si è trovato, dopo un appuntamento tanto atteso, ma poi andato male, a cercare di prolungare il più possibile la serata, dilatando persino il tempo normalmente impiegato per attraversare la strada ed aprire il portone di casa, invocando il classico finale di centinaia di romanzi e film d’amore, con l’altro che all’improvviso ti rincorre e finalmente ti bacia/dice che ti ha sempre amato/chiede di sposarlo, insomma, quel che più desideravate accadesse?
Ecco: io sono campionessa mondiale di uscite di scena rallentate (e non solo per quanto riguarda le situazioni sentimental/sessuali) e vivo, mio malgrado, in costante attesa del brivido del colpo di scena, di quell’impensabile che all’improvviso ti cambia la vita che sia trovare l’uomo dei sogni (si, va beh, non ci credo così tanto) o incontrare John Galliano e diventarne la musa.

Vi renderete conto da soli che, per quanto possa essere bello avere un variegato mondo interiore, nella vita questo conduce ad un duplice ordine di conseguenze- e spesso l’una non esclude l’altra.
Reazione numero 1: siccome hai fatto un tot di anni di analisi ti conosci bene, cerchi di tenere a tutti i costi i piedi per terra, facendo della razionalità la tua bandiera, cosa che ti impedisce di intuire anche i più eclatanti messaggi emotivi (leggi: ti rendi conto che uno ci sta provando solo quando sei contro un muro e le sue labbra sono pericolosamente vicine alle tue/Galliano ti invia un contratto di assunzione in qualità di “musa”, già ampiamente sottoscritto da lui).
Reazione numero 2: speri talmente tanto che una cosa accada il tal giorno in tal modo che poi, quando non succede, dai fuori di matto e passi una giornata (solo una perché sei andata un tot di anni in analisi!) a piangere ad intervalli regolari, disperandoti perché la tua vita è infame, ingrata, non va dove vorresti che vada, mai una gioia, terremoto e tragedia.

Ecco: è esattamente quanto mi è accaduto sabato scorso.
Pur applicando all’affairemr. Wrong la reazione numero 1 con ostinazione e pervicacia, ogni tanto scivolo nella numero 2, di conseguenza avevo ormai deciso che venerdì ci saremmo visti per bere questa ormai famosa birra (lo avevo deciso perché io ero libera da impegni, fondamentalmente); quando la cosa non si è verificata ho dato fuori di matto avuto una reazione inconsulta – complice anche una sindrome premestruale decisamente aggressiva – e mi sono disperata per quasi tutta la giornata di sabato, perché i mie piani vanno sempre a monte e i miei desideri, anche più piccoli, non si avverano mai.
– Lo so, me ne rendo conto anche io.
Oggi.

I rimedi per questo genere di cose, si sa, sono piuttosto classici, e quindi il risultato finale del film che mi ero fatta si può sintetizzare nel seguente modo:
– acquisto online di un fantastico tappeto in stile shabby per il mio bagno,
– cena fuori con amici, rigorosamente cinese perché in questi casi ci vogliono le schifezze
– sbronza colossale e dominio delle piste da ballo fino alle sei del mattino.
Considerato che la mia mente, allenata da letture continue e variegate fin dalla più tenera età, è in grado di partorire intere saghe televisive, direi che mi è andata bene, e che quelli devoluti alla mia analista sono stati soldi decisamente ben spesi.

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32 commenti su ““Coloro che leggono molti libri vivono in un sogno, e il veleno sottile che penetra nei loro cervelli li rende insensibili al mondo reale.”

  1. Maledetti libri e telefilm! Tra sabato e domenica e venerdì mi sn guardata otto puntate di vari telefilm x la disperaz di un ennesimo week end in casa. .. più nutella, biscotti patatine e pizza. Praticam sn lievitata nel giro vita…..

  2. Confesso che non mai sofferto da dipendenza da libri, e non lo dico per vantarmi, in compenso ho impostato la mia esistenza sulle frasi dei baci Perugina. Non mi hanno portato da nessuna parte, però saranno almeno dieci anni che sono in sovrappeso. Eh cosa non si fa per la fame di cultura.

  3. mh, carrie. tu dici fantasia, io avrei detto più immaginazione, che è una còsa differente dalla fantasia. secondo me, almeno.

    credo pure meno innocua della fantasia.
    per quanto mi riguarda sono dotata di scarsissima fantasia.
    e mediocre immaginazione pur avendo letticchiato. non troppo, perchè i libri mi annoiano come ogni cosa coltivata con costanza.

    non mi affeziono mai agli autori, e sono rarissimi i libri che rileggerei. che poi voglio dire, anche se non l’avessi detto, si intuisce che non leggo tantissimo.

    però ecco tu dici che i libri aiutano ad alimentare le aspettative quotidiane?

    • Nel mio caso, trattandosi proprio di immaginazione sfrenata, è proprio fantasia…
      Quel che penso è che c’è chi è più portato a fantasticare e chi meno, e penso che si… Leggere tanto o vedere molti film o entrambe le cose alimenta la predisposizione al sogno.
      In generale, viene eliminata dall’essere a conoscenza di molte storie… Non solo fantastiche, ma quel che è peggio: reali.
      Perché se sai che una cosa è accaduta realmente, sarai più portato a pensare che se è successo una volta, può succedere due e via così!

  4. Vuoi fare un passo ulteriore verso la perversione? Eh? Vuoi? Vuoi?
    Leggi libri o guardi film che ti entusiasmano con il loro gusto del colpo di scena, dell’uscita romanzesca, della frase brillante e perfetta, e pensi: porcomondo, conoscerò duecento persone che hanno amato questo libro o questo film, possibile che fra queste duecento non ce ne siano venti, dieci, UNA!, che abbiano assorbito questo gusto per il gesto la frase ad effetto? Possibile che sta roba piaccia a tutti ma a nessuno abbastanza da farla propria, come stile di vita? CAZZO, SOLO A ME VIENE VOGLIA DI IMMETTERE QUESTE NOTE DI ROMANZO NELLA VITA VERA? Non so se mi sono spiegata. Potrei fare degli esempi ma poi mi viene voglia di bere.

    • Sapevo che avrei potuto contare su di te per peggiorare la mia nefanda situazione mentale ed emotiva. Grazie, davvero!
      Lo sapevo perché tu già mi vedi sposata in seconde nozze (sue) con mr. Wrong e riesci a romanzare ogni disastro in cui andiamo a ficcarci.
      Se non altro, almeno noi ci siamo trovate!
      Ps: quello comunque ha letto tutto Benni.

  5. Forse la chiave sta nell’essere noi il colpo di scena, il deus-ex-machina, la chiave di volta della vita degli altri. Forse sta nel non aspettarsi gli eventi ma nel crearli. Forse.

    • È una prospettiva bellissima, per molti versi, anche perché il più delle volte si sogna da protagonisti…
      Ed è qualcosa che cerco di fare per quanto attiene alla mia vita, e qualche volta l’ho fatto, per fare una mano agli altri. C’è un rischio però: che ti piglino per pazza e chiamino la neuro.

  6. T’amo e tu lo sai!
    Ma mi domando e dico: mr Wrong ha rimandato la birra? Ha detto no alla birra? E’ stato rapito dagli alieni? … In buona sostanza, ci sarà un secondo capitolo di codesto libro?

    • Anche io ti amo duenote!
      Allora, mr. Wrong ha proposto più volte la birra, ma non siamo ancora riusciti a fissar eun giorno perchè sta lavorando sempre fuori…
      ci sarà comuqnue, ci sarà!

  7. Questo ci riporta al fatto che io tengo in ostaggio un tuo libro che ho divorato in una sola notte. Sai quanto io mi ci ritrovi…da una parte sono grata a mia madre, si è colpa sua, di questo…dall’altra la librodipendenza non ha cure, che sia perchè ne leggi senza sosta immedesimandoti in ciò che leggi e rendendo le vicende tue, sia quando non ci riesci e la polvere ingrisce i libri quanto il tuo umore…
    i periodi in cui smetti di leggere sono i peggiori, perchè sono quei periodi durante i quali eviti di arrenderti alle emozioni che una buona lettura ti può dare. i periodi di cemento praticamente. Ma sai, ad un certo punto il richiamo delle copertine diventa come quello delle sirene per i marinai e non c’è situazione degenerante che tenga.
    E ti risenti fortunata e grata perchè i tuoi ti hanno insegnato ad essere un’amante, un’avventuriero, un poliziotto, un costruttore di antiche cattedrali medioevali, un pagliaccio con dei palloncini o nel mio caso spesso e volentieri, una Shahrazad ecc, e ti hanno insegnato a viaggiare nel tempo e nei luoghi senza sosta….
    ma nel frattempo combatti i mali con gli amici sii tu il loro libro aperto di una cena qualche volta.

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