“Le categorie sociologiche autorizzano a circolare nella società senza curarsi dell’individualità insostituibile di ciascun uomo.”

L’essere soli è ancora visto come una grave sventura, e sempre più spesso mi capita che le più svariate persone (fermi tutti: mia madre ci ha rinunciato quando ho lasciato il mio ultimo fidanzato “serio” – nel senso: l’ultimo fidanzato che hanno conosciuto anche i miei genitori – ormai quattro anni fa), dicevo: capita che le più svariate persone tirino fuori dal cilindro una spiegazione non richiesta del perché io non sia al momento accasata. Per fortuna hanno quantomeno smesso di presentarmi soggetti improponibili.
La più gettonata è la sempre verde affermazione “Non è che dovresti cambiare genere? Finché continuerai a frequentare rockettari, metallari, -ari in genere… Perché non provi con un impiegatuccio qualunque? Magari invece è la persona giusta!”
Ora, innanzitutto “i metallari”, se proprio dobbiamo applicare una definizione socio culturale, oltre ad ascoltare un determinato genere di musica, rientrano nelle più svariate categorie professionali, visto che, essendo persone normali, hanno un lavoro, o lo cercano, come tutti.
In secondo luogo, le persone non sono quello che fanno: non sono il loro lavoro, non sono le loro passioni, non sono le loro frequentazioni, la loro religione, la loro idea politica.
Le persone sono persone, belle o brutte, stupide o intelligenti, e così via.
Questo continuo etichettare le persone sulla base di una loro qualunque caratteristica predominante, che sia una passione o il lavoro o il ceto sociale, è irritante e riduttiva: in quale definizione dovrei quindi ingabbiarmi io? La metallara, l’impiegata, la dottoressa, la stronza, quale?
Il fatto che io abbia una passione smisurata per la musica, e ascolti e segua generi anche diversissimi tra loro, non conta nulla a quanto pare: il tratto dominante è quello metallaro e quindi mal me ne incolga: sono condannata alla delusione eterna.

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Oltre a questi dubbi profondamente esistenziali nonché sociologici, quel che mi lascia interdetta è questa equazione metallaro = uomo sbagliato. A parte che ho amici, metallari o rockettari che dir si voglia, che stanno insieme da una vita, o che addirittura si sono sposati e riprodotti, questa affermazione altro non è che un pregiudizio travestito da buon consiglio (non richiesto, ovviamente), anche perché sono uscita e sono stata financo fidanzata con uomini molto diversi tra loro, anche nei gusti musicali, oltre che nello stile di vita.
Per carità, la mia famiglia di amici e la maggior parte delle mie frequentazioni proviene da quel mondo (ma poi perché devo chiamarlo “mondo”, come se fosse un pianeta diverso, di brutti, sporchi, cattivi e satanisti. Non dimentichiamo che satanisti è ancora il primo pregiudizio che deve subire chi ascolta un certo genere di musica – comunque, era per farvi capire!), ma questo accade a tutti: tendiamo a legare maggiormente con chi ha passioni simili alle nostre, con le persone con cui condividiamo determinate attività, che sia andare ai concerti o infornare torte.
Io non intendo cambiare giro, amici o interessi solo per trovare un uomo, anche perché il motivo per cui non sono fidanzata non è che voglio per forza un fidanzato metallaro anche se con i metallari – secondo il popolo – non può funzionare, il motivo principale è che io sono difficile e la maggior parte delle persone si lascia mangiare viva dalle paranoie.

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34 commenti su ““Le categorie sociologiche autorizzano a circolare nella società senza curarsi dell’individualità insostituibile di ciascun uomo.”

  1. Volevo dire qualcosa di intelligente ma non mi esce nulla…… xo è brutto che ci si faccia osservazione sul fatto di essere single: finirà che si sceglie il primo che passa pur di non essere più stressati!

  2. Eeeeh… mi hai fatto venire in mente i miei anni universitari: ero metallaro, ma con un problema di fondo. Ho i capelli troppo ondulati. Volevo farmeli crescere per l’headbanging, ma sembrano Afroman. Quindi ero metallaro/impiegatuccio.

  3. Boh, io non ho gusti musicali particolarmente rock/metallari, ma mi si alzava l’ormone (e s’alza tutt’ora) per il 90% di quegli omini del bellissimo gioco dei nove che hai pubblicato, anche quelli che ahimè non conosco/riconosco. Da anni ho quasi sempre un aspetto da nerd/impiegata, ma i miei morosi avevano e/o hanno look “molto casual” e i capelli lunghi…
    Devo dire che l’effetto può essere spiazzante quando ti presenti alla cena coi colleghi insieme ad una “bestia di satana”, o ancora meglio al pranzo di Natale con le vecchie zie (magari quelle che “ma perché non hai il fidanzaaatoooo?”).
    Son bei momenti.

    • Ahahahahah! Si, lo so bene, essendo in effetti anche io corrispondente nei tuoi gusti, come hai potuto notare! 😀
      L’ultimo fidanzato presentato non aveva i capelli lunghi ad usual, ma una piccola cresta: mia madre ne è uscita spiazzata.
      Invece il mio fidanzato ingegnere dei 25 anni si fece crescere i capelli per amor mio: beata gioventù!

      Comunque chiedimi pure e ti fornirò le generalità dei baldi giovani!
      Magari inizi anche ad ascoltare qualcosina! 😀

      • Eh…ho già problemi a partire dalla seconda fila!! ^_^
        Non so se sia peggio l’ipotesi che questa ignoranza derivi dalle mie scarne conoscenze musicali o quella che derivi dalla mia tarda età…

      • Ma vah, figurati se sei in tarda età! Allora, in seconda fila abbiamo, da sinistra: Axl Rose dei Guns n roses, Sebastian Bach degli Skid Row, Daniel Gildenlow dei Pain of salvation.
        In terza fila: Adde Addreason degli Hardcore superstar, Perttu kivilaakso degli apocalyptica e Tuomas Holopainen dei Nightwish.
        😉

      • Ok, allora almeno 1 della seconda fila l’ho riconosciuto ^_^
        Invece la terza fila mi è del tutto ignota. Ma sbaglio o sono nomi “nordici”? adesso vado a curiosare sul web…

      • Eh (sospiro) fin dall’adolescenza ho un debole per gli scandinavi…diciamo che con gli anni mi ci sto pian piano avvicinando 😀
        Sì, Sì, beccato Axl, ma in quella foto è giovanissimo e avevo qualche dubbio.

  4. Sai cosa? Io mi diverto moltissimo a fare quella che guarda “i tuoi amici metallari” dall’esterno e a esclamare cose come “ma ascoltate anche ballad? Ma allora anche voi avete un cuore!” 😛 Però si tratta di un gioco consapevole su un piano condiviso: loro giocano a vestirsi tutti di nero e a stirarsi i capelli quando vanno ai loro concerti, io gioco a fare finta di credere che siano brutti sporchi e cattivi (be’, no, brutti no: per tanti non si riesce manco a fare finta 😀 ). Specularmente, io fingo di fare la bambinotta innocua e mi diverto quando la gente fa finta di stupirsi nello scoprire che non è sempre così. Sono giochi, è divertente starci. Poi se uno non è scemo lo sa che è tutto appunto un gioco. Io, tipo, nella mia vita ho visto metallari liceali diciassettenni sporchi e incazzati davvero, ho visto metallari universitari timidissimi geni della matematica che ora spaccano il culo i passeri al CERN (e probabilmente continuano ad ascoltare volentieri quella musica lì), ho visto metallare dottoresse che disquisiscono con competenza di politica e svolgono lavori di responsabilità.
    Quelli che ti dicono che metallaro = uomo sbagliato sono quelli che per primi non hanno doppie personalità e non giocano mai, e quindi pensano che tutti siano univoci come loro. Ed è l’univocità che fa paura, l’identificarsi completamente e costantemente con un unico modello, non avere sfaccettature, non adottare mai altri punti di vista… Di un metallaro-solo-metallaro, cioè di uno che trova la propria realizzazione solo nel vestirsi di pelle nera e ruggire agitando la testa in mezzo al casino, avrei paura anch’io (o forse più pena). Ma non più di quanta ne avrei di uno che trova la sua unica realizzazione, che so, nel redigere un bilancio perfetto a fine trimestre, o nell’accompagnare la mamma a fare la spesa all’Ipercoop.

    • Il punto è proprio questo, come ben sai: è il considerare un’unica caratteristica di una persona come unico elemento fondante della personalità di quell’individuo.
      Le storie, mie e di altri, non vanno male perché siamo metallari o cosa, ma per ben altri motivi.
      (I più dei quali del tutto sconosciuti!)

  5. mh,bèh, ecco,se di categorie vogliamo parlare, io un pò allora penso di essere attratta dai disadattati, schivi, forastici, pure un pò eremiti.

    sui gusti musicali, letterali eccetera, mh, io di solito conosco un certo bastioncontrarismo; cioè l’ho e lo subisco. non per scelta consapevole, credo.
    bòh accade.

    • Ah beh, le categorie caratteriali sono già diverse, secondo me… È normale che alcuni tipi di carattere vadano più d’accordo col nostro e quindi se ne sia attratti…
      Sono le etichettature sociali che non riesco a concepire!

      • ùh bèh si.

        ma se ci penso, un pochino siamo un pò spugnette che assorbiamo il bisogno, sociale, di etichettare.

        chè alla fine anche questa còsa che descriviamo i caratteri e li inchiodiamo a versi ed epiloghi noti, bòh, mica funziona benissimo.
        chè è vero che abbiamo un modo di essere, ma i rapporti sono fatti da persone, ingranaggi.
        e si è sempre gli stessi, pur non essendolo mai nella misura in cui ciascuno lega a un altro un filino di cotone, e con quello tira fuori cose inaspettate.
        fossero anche occasionali.
        nel bene e nel male.

        sono andata fuori tema.

      • No no, anzi! E poi… Siamo mica a scuola!
        E in verità è proprio quello che penso anche io: la medesima persona si rapporta in modo diverso con persone diverse.
        Ci si incastra sulla base del carattere e del vissuto di ognuno, e in effetti è bello e terribile quanto le cose inaspettate possano venir fuori anche da chi credi di conoscere!

  6. Ma poi, in tutto ciò: ma perchè la gente non si fa un sacrosanto panino di cazzi propri? : ) Perdona la finezza, eh! E poi – per aggiungere un aneddoto a questo sguaiato commento – ricorderò sempre il maestro di chitarra ipermetallaro di mio fratello: capelli neri ricci lunghi, chioma selvaggia, faccia imbronciata, tatuaggi, pelle, sguardo da dannato.. poi un giorno chiama a casa, rispondo io e rimango a bocca aperta come il gabbiano della Sirenetta quando lo sento balbettare timidamente “Buongiorno, mi scusi il disturbo, cercavo..”

  7. ma per carità, anche perché a me fanno sugo (ancora oggi, alla mia età e di questi tempi) i capelloni, o i tatuati, o i maledetti, o i bikers, o i bikers maledetti capelloni tatuati. E comunque non potrei mai andare a letto con qualcuno che non conosce “Sweet child o’ mine”.

  8. d’altronde si sa, i metallari sono una categoria a parte.. non hanno lavoro, famiglia, figli, fidanzate.. son solo metallari, ahahah!
    cmq, a parte questo.. 92 minuti di applausi per “le persone non sono quello che fanno: non sono il loro lavoro, non sono le loro passioni, non sono le loro frequentazioni, la loro religione, la loro idea politica.”.
    Brava. Brava. Brava. Brava.

  9. Ah guarda… Io ho passato mesi ad assecondare alcuni miei colleghi a lavoro, quando alla loro noiosa, scontata e petulante affermazione: “Ah ma tu sei metallara, quindi sei satanista, triste, paranoica, bla bla bla…”, rispondevo: “Si, certo. Ah, dimenticavo. Mangio anche i bambini.”

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